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mercoledì 17 maggio 2017

Sherlock Holmes nei Peanuts


Nel blog Balloons - Il blog delle comic strip si può leggere il paragrafo 8.7.1 del mio libro Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti pubblicato da ProGlo - Prospettiva Globale:
http://blogcomicstrip.blogspot.it/2017/04/sherlock-holmes-nei-peanuts-di-luigi.html

Nel paragrafo 8.7.1 mi sono occupato dei collegamenti fra Sherlock Holmes e la striscia Peanuts di Charles M. Schulz.

Il libro nel sito della casa editrice:
http://www.progloedizioni.com/sherlock-holmes-l%E2%80%99avventura-nei-fumetti

Peanuts su House of Mystery:
http://fumettidicarta.blogspot.it/2010/11/peanuts-di-charles-m-schulz.html


lunedì 25 aprile 2016

Dall'11 settembre a Barack Obama: un'intervista


Nel 2014 Emanuele Schibotto mi ha fatto un'intervista che è stata pubblicata nel sito Equilibri. Dal momento che l'intervista non è più in rete la pubblico nel mio blog. L'argomento dell'intervista è il mio libro intitolato Dall'11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti pubblicato da NPE nel 2013.




QUAL'ERA IL TUO OBIETTIVO NELLO SCRIVERE QUESTO VOLUME? QUALE MESSAGGIO INTENDI COMUNICARE?
Ben prima di pensare a questo libro avevo letto alcuni fumetti nei quali gli autori avevano affrontato il tema degli attentati dell’11 settembre e preso posizione sulla Guerra al Terrore. Ad eccezione de L’ombra delle Torri di Art Spiegelman e di alcuni fumetti brevi pubblicati in un’antologia intitolata 9-11 vol. 1. Artists Respond, caratterizzati per lo più dall’essere autobiografici, si trattava di opere di finzione utilizzate dagli autori per esprimere il proprio punto di vista sull’11 settembre e sulla politica estera dell’amministrazione Bush: Ex Machina di Brian K. Vaughan e Tony Harris (un supereroe improvvisato salva una delle Torri Gemelle dall’attacco dei terroristi, e grazie alla fama procuratagli da questa azione vince le elezioni amministrative a New York), Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch (una versione reazionaria dei Vendicatori in cui i supereroi sono usati dal governo americano come armi di distruzione di massa), The Pro di Garth Ennis e Amanda Conner (una prostituta supereroina rimprovera dei supereroi derivati da Batman e Superman di non essere riusciti a sventare gli attentati), DMZ di Brian Wood e Riccardo Burchielli (una New York devastata dai bombardamenti – lo scrittore risiede nella metropoli e ha preso spunto da quanto visto l’11 settembre – fa da sfondo a una guerra civile interna agli Stati Uniti) e altri.
Inizialmente, dunque, ero interessato a due filoni: l’uso del fumetto per fare cronaca e per esprimere opinioni politiche. In seguito, mano a mano che ho raccolto materiale (non solo fumetti, ma anche opere di saggistica non legate ai fumetti), ho ampliato lo sguardo e aggiunto argomenti nuovi al nucleo iniziale.

 
IL LIBRO, PAR DI CAPIRE, E' CENTRATO SU DUE POLI PRINCIPALI: STATI UNITI ED EUROPA. PER QUALE MOTIVO? PERCHE' LA LETTERATURA FUMETTISTICA DI RIFERIMENTO PROVIENE DALL'OCCIDENTE OPPURE PERCHE' HAI RITENUTO IMPORTANTE ANALIZZARE SOLO QUESTE DUE AREE?
Ho scelto di occuparmi in maniera sistematica dei fumetti realizzati dagli autori di lingua inglese e di dedicare spazio anche ad alcuni fumetti dell’Europa continentale. Non conoscendo lingue come l’arabo e il giapponese, e non esistendo fumetti di importanza fondamentale scritti in queste lingue e tradotti in italiano, sono stato costretto a pormi dei limiti.
Quando ho iniziato a scrivere il libro non immaginavo che i fumetti su 11 settembre, Guerra al Terrore, elezione di Barack Obama e morte di Osama bin Laden fossero così tanti. Se al principio avessi deciso di prendere in considerazione la produzione fumettistica a livello globale, probabilmente sarei dovuto ritornare sui miei passi a causa della mole di lavoro richiesta. Inoltre non ci sarebbero state pagine a sufficienza per occuparmi di tutti i fumetti!
Penso che sarebbe possibile scrivere un altro libro sull’epoca della Guerra al Terrore nei fumetti italiani.

 
LA BIBLIOGRAFIA DELL'OPERA E' MOLTO NUTRITA. QUALI SONO STATI I LIBRI DI RIFERIMENTO (OLTRE AI FUMETTI) PER LA CONSULTAZIONE?
Un libro importante è stato Writing the War on Terrorism di Richard Jackson (Manchester University Press, 2005). In questo saggio l’autore ha analizzato il linguaggio utilizzato da George W. Bush e dai membri del suo governo all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, e le ricadute che queste scelte linguistiche, accettate e subito assorbite dai mass media, ebbero sull’opinione pubblica. Jackson non si è occupato di fumetti nel suo libro: trovo che individuare come i fumettisti abbiano reagito al linguaggio proposto in maniera aggressiva dall’amministrazione Bush sia una sorta di prosecuzione e sviluppo del tutto nuovi del lavoro fatto dallo studioso inglese.
Se si eccettua una breve favola reazionaria – ha come protagonisti un elefante (gli Stati Uniti) e una banda di topi di fogna (i terroristi) – di Stan Lee e Marie Severin, nella quale sono ripresi in maniera pedissequa i vocaboli più caratteristici e le argomentazioni dei discorsi fatti da Bush all’indomani dell’11 settembre, mi sembra che i fumettisti siano stati refrattari alla retorica proposta da quel governo. Come esempi di fumetti nei quali il linguaggio di Bush è stato criticato si possono citare L’ombra delle Torri di Art Spiegelman, The Boondocks di Aaron McGruder e Doonesbury di Garry B. Trudeau.
Da Writing the War on Terrorism e da un altro libro interessante sullo stesso argomento (Linguaggio collaterale. Retoriche della “guerra al terrorismo” a cura di John Collins e Ross Glover, pubblicato in Italia da ombre corte) ho preso spunto per scrivere l’intero quarto capitolo.
È stata molto utile anche la lettura di Diplopia di Clément Chéroux (Giulio Einaudi Editore, 2010), un saggio nel quale l’autore ha analizzato le fotografie degli attentati dell’11 settembre pubblicate su circa quattrocento quotidiani americani usciti l’11 e il 12 settembre 2001, Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri di Naomi Klein (RCS Libri, 2007), che è alla base di due fumetti di Joe Sacco (Nostradamus Project, uscito nel volume antologico 12 settembre) e Roberto Recchioni e Matteo Cremona (David Murphy – 911), Il conflitto israelo-palestinese di James L. Gelvin (Giulio Einaudi Editore, 2007), Arteterapia. L’arte che cura di Cathy A. Malchiodi (Giunti Editore, 2009) e altri.

CI PUOI DESCRIVERE LE DIFFERENZE NEL TRATTARE LA STORIA CONTEMPORANEA TRA MAINSTREAM DEI FUMETTI STATUNITENSI E GLI EDITORI EUROPEI?
Premetto che non mi sono occupato in maniera sistematica dei fumetti europei. Senza dubbio fra fumetti statunitensi ed italiani c’è una differenza quantitativa. Negli Stati Uniti i fumetti sono pubblicati in modo tale per cui viene data la possibilità a tantissimi autori di essere pubblicati ed esprimere le proprie opinioni presso un vasto pubblico. Mi riferisco al fatto che negli Stati Uniti escono ogni mese più di quattrocento albi con fumetti di circa ventidue pagine e i quotidiani ospitano un ragguardevole numero di strisce (questa forma di pubblicazione, sebbene in declino, offre ancora spazio a molti autori). In Francia invece il mercato del fumetto è vasto e paragonabile quanto a dimensioni a quello degli Stati Uniti.
Al di là di queste considerazioni sulla quantità di fumetti pubblicati, è importante sottolineare come negli Stati Uniti gli autori siano stati rapidi ad affrontare il tema degli attentati dell’11 settembre e come i temi dell’11 settembre e della Guerra al Terrore abbiano pervaso un numero elevato di opere.
In Italia invece, salvo eccezioni (credo che l’unica eccezione sia un fumetto di Roberto Recchioni pubblicato su Lanciostory nel 2001), non c’è stata l’esigenza immediata da parte degli autori di confrontarsi con quello che era successo l’11 settembre e ci sono state meno occasioni di parlare della Guerra al Terrore.
Non c’è una sola spiegazione a questa differenza di approccio. Innanzitutto si può notare che il fumetto italiano è storicamente meno incline a occuparsi dei fatti di cronaca contemporanea rispetto a quello statunitense. In secondo luogo, come detto sopra, meno sbocchi per gli autori significa meno occasioni per esprimersi. Infine non bisogna dimenticare che molti fumettisti abitano a New York e che nella Grande Mela hanno sede case editrici importanti come Marvel e DC Comics. Per quanto gli Italiani siano stati toccati da quello che è successo l’11 settembre, e per quanto i mezzi di comunicazione abbiano abbattuto la distanza fra l’Italia e New York, in Italia il crollo delle Torri è stato vissuto solo in via mediata. Invece i newyorkesi (e quindi gli autori di fumetti) erano in mezzo alla nuvola di polvere che si sollevava da Ground Zero. Non c’è da stupirsi che molti di loro abbiano voluto sedersi immediatamente al tavolo da disegno per raccontare.

COME GIUDICHI I LAVORI DI GRAPHIC NOVEL? SECONDO TE I JOE SACCO E GUY DELISLE INIZIANO AD ESSERE APPREZZATI ANCHE IN ITALIA OPPURE PERMANE UNA CONSIDERAZIONE MINORE?
In Italia c’è molto interesse per le opere di cronaca a fumetti, che riescono a catturare l’attenzione dei giornalisti e di un pubblico nuovo che in precedenza non seguiva i fumetti con costanza o era lontano da questo linguaggio.
Non c’è quindi da stupirsi che Joe Sacco, uno dei padri e degli autori migliori di graphic journalism, abbia un buon seguito. Anche Guy Delisle è un autore che merita attenzione. Tra l’altro il rinato interesse di Mondadori e Rizzoli per il fumetto passa anche per questi due autori: la prima pubblica Sacco e la seconda Delisle.
A proposito del legame fra graphic novel e 11 settembre e Guerra al Terrore mi ha stupito il fatto che questi argomenti siano stati quasi del tutto ignorati dagli autori italiani (un’eccezione è la biografia a fumetti di Julian Assange scritta da Dario Morgante e disegnata da Gianluca Costantini).
















giovedì 7 gennaio 2016

Il Grand Prix di Angoulême travolto da accuse di sessismo


Il Grand Prix de la Ville d’Angoulême è un premio alla carriera che viene assegnato ogni anno in occasione del Festival di Angoulême. È un premio unico, nel senso che esiste una sola categoria: non ci sono il Grand Prix al disegnatore, sceneggiatore, copertinista, inchiostratore… C’è solo un unico Grand Prix assegnato una volta l’anno a un solo autore (ci fu un’unica eccezione nel 2008, quando vinsero Dupuy e Berberian, ma in quel caso era giusto fare uno strappo alla regola), con l’aggiunta sporadica di un secondo Premio speciale di pari importanza (sono stati assegnati Premi speciali in occasione del decimo, quindicesimo, ventesimo e quarantesimo anniversario del Grand Prix, un Premio speciale del millennio nel 1999 e un Premio speciale vinto dalla rivista Charlie Hebdo nel 2015).
Il Grand Prix è stato vinto da autori come Will Eisner, Moebius, Jean-Claude Forest, Hugo Pratt (Premio speciale del quindicesimo anniversario) Jacques Tardi, Morris, Enki Bilal, Robert Crumb, Albert Uderzo (Premio speciale del millennio), Art Spiegelman, Bill Watterson e Katsuhiro Otomo.
Insomma, non ne danno tanti e non li danno al primo che capita…
Il 5 gennaio 2016 gli organizzatori del Festival di Angoulême hanno reso nota una lista di trenta autori di fumetti candidati all’edizione 2016 Grand Prix. Il secondo passo sarebbe dovuto essere la selezione ulteriore di tre di essi e il terzo passo sarebbe dovuto essere l’assegnazione del Grand Prix a uno dei tre.
Qualcosa si è inceppato. È stato notato che fra i trenta candidati al Grand Prix non c’è nemmeno una donna, e così ben dieci autori candidati hanno rifiutato di concorrere per il premio in segno di solidarietà nei confronti delle donne che fanno fumetti oppure per protestare contro una selezione che da più parti è stata definita sessista. Gli autori che hanno scelto di non gareggiare per il premio sono Daniel Clowes, Chris Ware, Charles Burns, Riad Sattouf, Joann Sfar, Milo Manara, Pierre Christin, Etienne Davodeau, Christophe Blain e Brian Michael Bendis. L’organizzazione del festival è corsa al riparo annunciando che saranno aggiunte delle donne nella lista dei finalisti.
La polemica ha avuto risonanza mondiale, sia per la caratura e per il numero degli autori coinvolti sia per l’importanza del premio. È intervenuta anche Fleur Pellerin, Ministro della cultura in Francia, affermando di essere un po’ turbata dal fatto che in una lista di trenta autori non ci fosse nemmeno una donna.
Il direttore del festival Franck Bondoux, intervistato da Télérama, ha affermato che “Il Festival ama le donne, ma non si può riscrivere la storia del fumetto”.
E ha ragione Bondoux: per decenni la storia del fumetto è stata fatta principalmente da autori di sesso maschile. È normale che i vincitori fino a oggi siano quasi tutti uomini e che i candidati siano quasi tutti (o tutti, come è successo quest’anno) uomini.
Chi contesta la scelta della giuria dovrebbe fare due cose. Innanzitutto dovrebbe produrre un lungo elenco di autrici che meritano un premio alla carriera così prestigioso, un premio che è stato vinto da Moebius, Pratt, Watterson e Otomo e che vanta fra i candidati dell’edizione del 2016 Alan Moore, Frank Miller, Lorenzo Mattotti e Alejandro Jodorowsky. Parlo di autrici di prima grandezza, non di oneste professioniste da elencare solo perché donne, che sarebbero le prime a provare imbarazzo per essere state infilate a forza in un contesto che non appartiene loro. Le autrici meritevoli esistono, ci mancherebbe. Per esempio Grazia Nidasio, Alison Bechdel, Marjane Satrapi, Rumiko Takahashi, Riyoko Ikeda, Moto Hagio e Ai Yazawa. Probabilmente ce ne sono altre, ma quante altre?
In secondo luogo i contestatori dovrebbero fare un elenco di uomini all’altezza di vincere il premio. Sicuramente l’elenco sarebbe molto lungo. Sarebbe nettamente più lungo di quello delle donne.
In passato il fumetto è stato appannaggio principalmente dei maschi. I premi alla carriera vengono assegnati ad autori che una carriera l’hanno avuta (i vincitori del Grand Prix hanno in media 50 anni e solo in cinque occasioni il premio è stato assegnato ad autori trentenni), non all’ultimo arrivato che ha azzeccato un libro nel 2015 e sul quale si prova a scommettere. E gli autori che hanno avuto una carriera, oggi, provengono da un mondo che era principalmente maschile. Volere inserire forzatamente la componente femminile in un contesto che era principalmente maschile significa riscrivere la storia del fumetto, e riscriverla in maniera falsa. Non che le donne in passato siano sempre state estranee al mondo del fumetto (sopra ho scritto che donne meritevoli di vincere il premio ce ne sono), ma fare finta che le donne abbiano avuto un impatto determinante nella storia del fumetto significa raccontare una bugia.
Le vittime di questa bugia sono le donne. La candidatura di trenta uomini al Grand Prix descrive il mondo del fumetto come era in passato e come si vorrebbe che non fosse. Fare una fotografia veritiera del passato aiuta a mettere a fuoco il problema e a cercare soluzioni per superarlo (visto che ancora oggi le donne che fanno fumetti sono una piccola minoranza). Cosa succederebbe se venisse dato uno spazio abnorme alle donne? Esauriti in fretta i nomi di prima grandezza, si sarebbe costretti a raschiare il fondo del barile pur di dare uno spazio obbligatorio alle donne. Le autrici finirebbero con il conquistare uno spazio per via della femminilità anziché della bravura. Sarebbe svilente per le donne e irritante per gli uomini.
Le vittime di questa bugia sono anche gli uomini. Il tentativo di dare alle donne un rilievo che non hanno avuto nella storia del fumetto è una discriminazione sessista nei confronti dei fumettisti di sesso maschile che un ruolo di primo piano lo hanno avuto.
La candidatura di trenta maschi al Grand Prix de la Ville avrebbe dovuto essere l’occasione per scrivere il futuro, non per riscrivere il passato a proprio comodo.
Meglio stendere un velo pietoso sul comportamento dell'associazione di autrici Collectif des créatrices de bande dessisée contre le sexism, che ha invocato il boicottaggio del premio da parte dei trenta candidati, e degli organizzatori del Festival di Angoulême, che hanno ceduto alle proteste inserendo in un secondo momento sei donne fra i finalisti (Lynda Barry, Julie Doucet, Moto Hagio, Chantal Montellier, Marjane Satrapi, Posy Simmonds).

venerdì 7 agosto 2015

Deadpool + Snoopy


Rob Liefeld ha mescolato Deadpool e Snoopy.

Liefeld (assieme a Fabian Nicienza) è il creatore di Deadpool, personaggio della Marvel che nel 2016 sarà protagonista di un film diretto da Tim Miller e interpretato da Ryan Reynolds.

Inoltre:
I Peanuts.

mercoledì 3 giugno 2015

Art Spiegelman in lite con il New Statesman a causa di un fumetto su Charlie Hebdo


Art Spiegelman ha disegnato una copertina per il New Statesman che non è stata pubblicata a causa di un dissidio fra il fumettista statunitense e la rivista inglese. La rivista, che per quel numero era supervisionata occasionalmente da Neil Gaiman e Amanda Palmer, avrebbe dovuto ospitare anche un fumetto di una pagina di Spiegelman intitolato First Amendment Fundamentalist (in basso) contenente riferimenti alla vicenda di Charlie Hebdo. I supervisori tradizionali del New Statesman hanno fatto presente a Gaiman e Palmer che non sarebbe stato possibile pubblicare il fumetto. In seguito al rifiuto, Spiegelman non ha permesso alla rivista di usare la sua copertina. Neil Gaiman e Amanda Palmer hanno rilasciato delle dichiarazioni dalle quali si apprende che il fumetto non sarebbe stato rifiutato per motivi ideologici o politici, ma per problemi di tempistica e mancanza di comunicazione con lo staff della rivista. Spiegelman ha confermato l'estraneità di Neil Gaiman e Amanda Palmer a questa vicenda. Il fumetto di Spiegelman è già stato pubblicato su The Nation negli Stati Uniti e Le Monde in Francia.


lunedì 12 gennaio 2015

Hihihi! Mia mamma è fatta. Grunt!


Ecco a voi undici racconti di dieci parole che ho partorito dall'1 all'11 gennaio.

A dire il vero i racconti sono dieci. Recensione di Dylan Dog n. 339, infatti, è una recensione, come suggerisce il titolo. Il fumetto recensito, che si intitola Anarchia nel Regno Unito (copertina di Angelo Stano in basso), è realizzato da Roberto Recchioni (soggetto), Gigi Simeoni (soggetto e sceneggiatura) e Giampiero Casertano (disegni).

lunedì 29 dicembre 2014

Ricetta delle patatine fritte


Ed ecco a voi i racconti di dieci parole pubblicati su House of Mystery nella settimana dal 22 al 28 dicembre. Domenica 28 dicembre non mi sono potuto collegare a internet a causa di un guasto al ripetitore della Telecom, quindi il racconto di quel giorno è saltato.

Ancora una volta uno dei racconti è dedicato a Sherlock Holmes (personaggio a cui sono particolarmente legato: vedi questo e quest'altro articolo). In questo caso ho omaggiato in un colpo solo Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle, Zadig di Voltaire e Il nome della rosa di Umberto Eco.
In un capitolo di Zadig il protagonista del romanzo si trova in un giardino nel quale è passato un cavallo bardato d'oro e argento. Zadig, che non ha visto il cavallo, capisce che nel giardino è transitato l'animale osservando delle tracce e ragionando sul significato di quelle tracce. I ragionamenti di Zadig sono dei sillogismi dello stesso tipo di quelli fatti da Sherlock Holmes nei racconti di Doyle e da Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa. Nel romanzo di Eco, che ha come protagonista un detective che deriva esplicitamente da Sherlock Holmes ("Baskerville", cognome del detective, è un omaggio al romanzo Il mastino dei Baskerville), c'è anche un richiamo a Zadig: Guglielmo, allo stesso modo di Zadig, capisce che un certo sentiero è stato attraversato da un certo cavallo di cui indovina le fattezze.
Il mio racconto, allo stesso modo del passo de Il nome della rosa, deriva da Zadig, solo che il protagonista è lo Sherlock Holmes originale anziché il Baskerville di Eco.

Dopo il Continua ci sono i Racconti in dieci parole n. 84-90.

lunedì 15 dicembre 2014

L'impiccato, la sposa e Charlie Brown


Piuttosto spesso scrivo dei racconti di dieci parole che pubblico nella pagina di Facebook di House of Mystery e successivamente ripropongo in questo blog.
La settimana scorsa ho pubblicato racconti su Sherlock Holmes, Caronte, Rorschach, Charlie Brown e altri.
Dopo il Continua ci sono i racconti n. 70-75.

sabato 8 novembre 2014

Roy Lichtenstein era un ladro?

Vignetta tratta da The Star Jockey di Robert Kanigher (testi) e Irv Novick (disegni) pubblicato su All American Men of War n. 89 (1962)


Russ Heath è un veterano del fumetto americano che ha disegnato una delle tre storie di guerra dalle quali Roy Lichtenstein ha ricavato Whaam!, una delle sue opere più celebri. In un fumetto di una tavola intitolato Bottle of Wine l'autore ha raccontato che non ha mai ricevuto nulla da Lichtenstein, nonostante

giovedì 19 dicembre 2013

Bonelli, The Walking Dead e il problema dei cliffhanger


E' successo che nell'ultimo numero dell'edizione bonellide di The Walking Dead è stato pubblicato un editoriale intitolato Mutatis mutandis (foto in alto).
Roberto Recchioni, chiamato direttamente in causa (è lo sceneggiatore di Orfani della Bonelli, cioè il "fumetto con ragazzini armati che uccidono" citato nell'editoriale), ha scritto una replica nel blog Asso Merrill.

Bene, non riassumo i due articoli e da qui in avanti do per scontato che li abbiate letti.
Secondo me Recchioni non ha centrato il punto. Nell'editoriale di The Walking Dead si

lunedì 4 novembre 2013

Un'esperienza di lettura di fumetti ad alta voce


Il 23 e il 25 ottobre ho affiancato Chiara Benedetti nella conduzione di un laboratorio di lettura di fumetti ad alta voce organizzato dalla Fondazione Museo Storico del Trentino nell'ambito della manifestazione Trentino Italia Storie Pop.
Curata da Marco Pellitteri, Trentino Italia Storie Pop è un'iniziativa che "intende porre in risalto alcune “Storie” cruciali dell’Italia e del Trentino contemporanei attraverso linguaggi popolari e accattivanti al tempo stesso 'pop'." [dal sito di Trentino Italia Storie Pop]
Nel programma di Trentino Italia Storie Pop, che tocca forme d'arte come il cinema, il teatro, il fumetto e la fotografia, ci sono mostre, convegni, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche e altre iniziative.

giovedì 3 ottobre 2013

Il mio nuovo libro: Dall'11 settembre a Barack Obama - La storia contemporanea nei fumetti


Nicola Pesce Editore pubblicherà il mio nuovo libro intitolato Dall'11 settembre a Barack Obama - La storia contemporanea nei fumetti. Il saggio sarà in vendita a Lucca Comics & Games e successivamente nelle fumetterie. Credo che sarà prenotabile nei negozi di fumetti quando uscirà il prossimo numero del catalogo Anteprima.

Nel libro ci saranno anche delle interviste inedite a Selene Biffi e Matteo Casali. L'intervista a Casali sarà pubblicata in rete come anteprima del libro.

Il libro avrà 400 pagine e costerà 19,90 euro.
Per il momento può essere ordinato presso la casa editrice (le spedizioni verranno effettuate dal 5 novembre).

La descrizione dal negozio online dell'editore:
"Un volume che osserva come siano stati affrontati dai fumetti temi caldi come l’11 settembre, la Guerra al Terrore, l’elezione di Barack Obama e tutto ciò che ne è conseguito, analizzando il rapporto tra il presente storico e l'immaginario a strisce. Il fumetto è un medium fresco, che giunge tra le mani di una larga fetta della popolazione, raggiungendo anche chi non legge i giornali e non guarda la televisione, rappresentando per lui la prima forma di rappresentazione del reale, guidando idee e scelte. I supereroi hanno collaborato diverse volte con Bush o con Obama, alcuni di essi dando la caccia ai terroristi, altri vedendo l’altra faccia della medaglia della Guerra al Terrore. In questo senso entra in gioco un'ottica di responsabilità dell'autore nel rapporto tra intrattenimento e cronaca, con scelte narrative (e politiche) consapevoli nel trasportare la realtà sulla tavola disegnata. Un corposo saggio denso ed esaustivo firmato da Luigi Siviero, dopo il tutto esaurito del volume Dylan Dog e Sherlock Holmes: Indagare l’incubo."

domenica 12 maggio 2013

Foxing Quarterly: le copertine di Jim Rugg


Jim Rugg ha disegnato le copertine dei primi due numeri di Foxing Quarterly, una nuova rivista che pubblica racconti brevi, poesie, fumetti e saggistica.

Rugg ha realizzato anche la quarta di copertina (sotto) ed è art director della rivista.


Sotto: copertina del secondo numero.


Sotto: poster di Yann Legendre per una presentazione della rivista avvenuta lo scorso 17 febbraio (da Facebook).


Sotto: poster di Kristian Donaldson per una presentazione della rivista avvenuta lo scorso 28 marzo (dal sito di Foxing Quarterly)


Inoltre:
Afrodisiac. 
La ghost variant di The Walking Dead. 
Rambo 3.5.


venerdì 12 aprile 2013

Chunky Rice fa il surf


L'illustrazione di Chunky Rice che fa il surf è stata realizzata da Craig Thompson nel 2009 per il compleanno della madre.

I disegni in basso invece sono degli omaggi di Thompson a Jeff Smith, Eddie Campbell, Dylan Horrocks e Charles Burns. L'autore aveva fatto questi disegni all'indomani dell'uscita di Addio, Chunky Ricenel 1999 per ringraziarli per il sostegno che avevano dato al suo fumetto.



Dal blog di Craig Thompson.



mercoledì 10 aprile 2013

I fumetti più belli del 2012 (secondo me)


Anche quest'anno il sito Lo Spazio Bianco mi ha invitato a stilare la classifica dei fumetti più belli dell'anno precedente.

Top Ten 2012 Lo Spazio Bianco: la classifica definitiva.
Top Ten 2012 Lo Spazio Bianco: gli altri votanti.
Top Ten 2012 Lo Spazio Bianco: il regolamento.
Top Ten 2012 Lo Spazio Bianco: qualche numero.

TOP TEN NOVITÀ


1° CLASSIFICATO
ACTION COMICS (GRANT MORRISON, RAGS MORALES – RW LION)Pëtr Kropotkin contro Charles Darwin. Evoluzionismo anarchico contro evoluzionismo selettivo. Socialismo contro capitalismo. Superman contro Lex Luthor.

2° CLASSIFICATO
BATMAN INCORPORATED (GRANT MORRISON, AA. VV. – RW LION)In Batman Incorporated Grant Morrison ha confermato per l’ennesima volta il controllo totale che ha sul linguaggio del fumetto e ha proiettato nuovamente Batman e i fumetti di supereroi verso il futuro.


3° CLASSIFICATO
ERA LA GUERRA DELLE TRINCEE (JACQUES TARDI – BD)Jacques Tardi racconta la Prima Guerra Mondiale dal punto di vista dei soldati semplici francesi che per anni hanno combattuto battaglie quotidiane, infinite e sfiancanti contro i nemici tedeschi. Un fumetto storico ma anche una voce al di là del tempo contro gli orrori delle guerre.

4° CLASSIFICATO
CROSSED (GARTH ENNIS, JACEN BURROWS – PANINI COMICS)La lunga riflessione di Garth Ennis sulla malvagità umana raggiunge il suo apice e un punto di non ritorno. I fumetti di Ennis non sono mai stati violenti come Crossed.


5° CLASSIFICATO
I SEGRETI DEL QUAI D’ORSAY, VOL. 2 (CHRISTOPHE BLAIN, ABEL LANZAC – COCONINO PRESS)Come ci si documenta. Come si combinano parole e immagini. Come si rende interessante il dibattito diplomatico attorno a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Come si scrive una biografia. Come si delineano le personalità di personaggi principali e secondari nel giro di due vignette. I segreti del Quai D’Orsay è tutto questo, e forse scordo qualcosa.

6° CLASSIFICATO
SWEET SALGARI (PAOLO BACILIERI – COCONINO PRESS)Confesso che non sempre ho amato il Paolo Bacilieri dei volumi da libreria. Su Sweet Salgari sembra un altro…

7° CLASSIFICATO
ULTIMATE SPIDER-MAN (BRIAN MICHAEL BENDIS, SARA PICHELLI – PANINI COMICS)Dopo avere ucciso Peter Parker, Bendis torna alla carica con un Ultimate Spider-Man nuovo di zecca: Miles Morales. Bendis si diverte e diverte.

8° CLASSIFICATO
MYTICO! #2 “TUTTE LE TESTE DELL’IDRA” (DIEGO CAJELLI, IVAN FIORELLI, PAOLO MARTINELLO – RIZZOLI CORRIERE DELLA SERA)Cajelli e Fiorelli hanno fatto un bel fumetto, ma Mytico! n. 2 entra nella top ten soprattutto grazie alla copertina di Paolo Martinello.

9° CLASSIFICATO
JULIA #169 “MYRNA: RABBIA ANTICA” (GIANCARLO BERARDI, MAURIZIO MANTERO, STEVE BORALEY – SERGIO BONELLI EDITORE)Al posto di Julia n. 169 avrei potuto inserire uno qualunque fra i numeri della serie usciti nel 2012 perché ha un livello qualitativo altissimo e costante. Ho scelto l’ennesimo e immancabile scontro con l’eterna rivale Myrna.

10° CLASSIFICATO
UN POLPO ALLA GOLA (ZEROCALCARE – BAO PUBLISHING)Con Un polpo alla gola Zerocalcare dimostra di avere doti di narratore che vanno ben oltre i giochini conditi con nostalgia delle pur belle storie brevi pubblicate in rete.


MENZIONE STORICA – RISTAMPE


1° CLASSIFICATO
TOPOLINO NELLA VALLE INFERNALE (FLOYD GOTTFREDSON – RIZZOLI LIZARD)

2° CLASSIFICATO
THE COMPLETE CALVIN & HOBBES (BILL WATTERSON – COMIX/FRANCO PANINI)

3° CLASSIFICATO
PAPERINO – IL MISTERO DEGLI INCAS (CARL BARKS – RIZZOLI LIZARD)

domenica 7 aprile 2013

Jack Kirby e Paul McCartney


Magneto & Titanium Man è il titolo di una canzone composta da Paul McCartney nel 1975 e pubblicata nell'album Venus & Mars degli Wings, un gruppo fondato dal musicista di Liverpool un anno dopo lo scioglimento dei Beatles. La canzone ispirata al personaggio dei fumetti degli X-Men fu suonata nei concerti del tour Wings Over The World che ebbero luogo nel 1975 e nel 1976.



I fratelli Gary e Steve Sherman organizzarono un incontro fra Jack Kirby, Paul McCartney e Linda McCartney prima dell'inizio di un concerto a Los Angeles (vedi questo articolo su The Collected Jack Kirby Collector vol. 1). Nell'occasione Kirby donò a Paul e Linda un disegno nel quale Magneto combatteva contro gli Wings e assistette al concerto in prima fila assieme alla moglie Roz, alla figlia Liza e ai fratelli Sherman. Prima di suonare Magneto & Titanium Man, accompagnata da immagini dei fumetti della Marvel, Denny Laine disse "Where are ya, Jack? Rock it!" (video in alto).

Su Kirby Museum ci sono il disegno fatto da Kirby per McCartney e altre fotografie dell'incontro.



Magneto & Titanium Man
Paul McCartney

Well, I was talking last night  
Magneto and Titanium man  
We were talking about you, babe  
They said
You was involved in a robbery  

That was due to happen  
At a quarter to three In the main street
I didn't believe them Magneto and Titanium Man  

But when the crimson dynamo  
Finally assured me, well, I knew
You was involved in a robbery  

That was due to happen  
At a quarter to three In the main street
So, we went out Magneto and Titanium Man  

And the crimson dynamo  
Came along for the ride
We went to town with the library  

And we swung all over that  
Long, tall bank in the main street
Well, there she were and to my despair  

She's a five-star criminal Breaking the code
Magneto said, "Now, the time has come To gather our forces and run”  

Oh, no, this can't be so
And then it occurred to me  

You couldn't be bad Magneto was mad but Titanium too
And the crimson dynamo 

They just couldn't cut it no more  
You were the law
We went to town with the library  

And we swung all over that  
Long, tall bank in the main street
You know the one I mean?  

Well, there she's were and to my despair  
She's a five-star criminal Breaking the code
Magneto said, "Now, the time has come To gather our forces and run”  

Oh, no, this can't be so
And then it occurred to me  

You couldn't be bad Magneto was mad, Titanium too
And the crimson dynamo  

They just couldn't cut it no more  
You were the law

mercoledì 6 marzo 2013

Jim Lee e Scott Snyder su Superman Unchained


La DC Comics ha annunciato l'uscita della nuova serie mensile Superman Unchained scritta da Scott Snyder e disegnata da Jim Lee. Il primo numero arriverà nelle fumetterie americane il 12 giugno, tre giorni prima del debutto nelle sale cinematografiche del film Man of Steel diretto da Zack Snyder.
Con questa mossa la casa editrice newyorkese prova a sfruttare la visibilità che il film darà al personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster. Fino a oggi gli adattamenti cinematografici e televisivi hanno avuto effetti positivi sulle vendite delle edizioni in volume dei fumetti. Ad eccezione di The Walking Dead, che negli ultimi mesi ha quasi raddoppiato le vendite, lo stesso effetto positivo non si è mai verificato sulle serie mensili.
La DC Comics proverà a invertire la tendenza pubblicando un numero 1 realizzato dai suoi autori di punta: nell'ultimo anno e mezzo Scott Snyder e Jim Lee hanno dominato le classifiche di vendita scrivendo e disegnando rispettivamente le serie Batman e Justice League.
Da USA Today

mercoledì 2 gennaio 2013

Di nuovo a scuola: un controcampo di Chris Ware sul New Yorker


Nella copertina disegnata per il New Yorker del 17 settembre 2012, Chris Ware aveva raccontato la riapertura delle scuole dal punto di vista dei genitori. L'autore statunitense ha realizzato una nuova copertina (immagine in alto) che è un controcampo dell'illustrazione del 17 settembre. Sarà pubblicata sul New Yorker del 7 gennaio in occasione della conclusione delle vacanze natalizie.