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martedì 14 maggio 2019

Un'astrazione linguistica dai toni freddi: fra poesia e teoria


Martedì 21 maggio nella meravigliosa cornice della Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale di Trento presenterò la raccolta di poesie Un'astrazione linguistica dai toni freddi (Montag Edizioni, 2019), il romanzo Il tramezzino (Centoparole, 2018) e il saggio Dopo il Crepuscolo dei Supereroi (Eretica Edizioni, 2018). Sarò affiancato dalla gentile presenza del giornalista Carlo Martinelli.

Biblioteca comunale di Trento
Via Roma 55
21 maggio 2019
Ore 17:30

mercoledì 13 febbraio 2019

Sherlock Holmes nei fumetti britannici moderni su Sherlock Magazine n. 45


La casa editrice Delos Digital ha pubblicato il n. 45 della rivista Sherlock Magazine, contenente tra le altre cose un mio articolo di una dozzina di pagine intitolato Sherlock Holmes a fumetti. I fumetti britannici moderni. L'articolo è tratto dal libro Sherlock Holmes. L'avventura nei fumetti pubblicato nel 2016 da ProGlo - Prospettiva Globale, con l'aggiunta per l'occasione di numerose illustrazioni.
In questo numero di Sherlock Magazine ci sono anche un articolo di Enrico Solito, un lungo racconto di Paul D. Gilbert intitolato Sherlock Holmes e l'avventura del cutter Alicia e altri interventi. Nel sito Sherlock Magazine c'è la descrizione completa di questo numero.


venerdì 11 gennaio 2019

Intervista trasmessa di nuovo su Radio Dolomiti


Sabato 12 gennaio verrà trasmessa nuovamente l'intervista radiofonica fattami da Jenny Koyate, che era andata in onda la prima volta lo scorso dicembre su Radio Dolomiti nella trasmissione Live Social. L'intervista, della durata di circa un quarto d'ora, sarà trasmessa fra mezzanotte e le 3:00.
Parlerò del mio nuovo libro su Grant Morrison intitolato Dopo il Crepuscolo dei Supereroi, pubblicato di recente da Eretica Edizioni.
Radio Dolomiti può essere ascoltata sulla frequenza FM 101.1 nella provincia di Trento oppure in rete nel sito http://www.radiodolomiti.com/

Per il momento il libro è in vendita nel sito di Eretica Edizioni. Prossimamente sarà distribuito da directBOOK e potrà essere acquistato su Amazon e da altre parti.

sabato 29 dicembre 2018

Nuova intervista su Radio Dolomiti


Jenny Koyate mi ha fatto una nuova intervista radiofonica che sarà trasmessa domenica 30 dicembre 2018 su Radio Dolomiti nel corso della trasmissione Live Social in onda da mezzanotte alle 3:00.
In questa occasione parlerò del mio nuovo libro su Grant Morrison intitolato Dopo il Crepuscolo dei Supereroi.
Radio Dolomiti può essere ascoltata sulla frequenza FM 101.1 nella provincia di Trento oppure in rete nel sito http://www.radiodolomiti.com/

Per il momento il libro è in vendita nel sito di Eretica Edizioni. Prossimamente sarà distribuito da directBOOK e potrà essere acquistato su Amazon e da altre parti.

sabato 15 dicembre 2018

Luigi Siviero | Dopo il Crepuscolo dei Supereroi


E' uscito il mio nuovo saggio sui fumetti intitolato Dopo il Crepuscolo dei Supereroi. Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion.

Breve descrizione del libro:
Negli anni Ottanta sembrava che "Watchmen" di Alan Moore e Dave Gibbons avesse incrinato in modo definitivo il mito del supereroe. Il suo impatto fu così dirompente da far credere che nei fumetti non ci sarebbe stato più posto per superuomini che non fossero folli, amorali o fascisti. Lo sceneggiatore Grant Morrison si oppose a questa deriva crepuscolare del genere supereroistico, intraprendendo nelle sue opere un percorso di rielaborazione e riflessione che gli permise di dare nuovamente senso alla figura del supereroe. In "Dopo il crepuscolo dei supereroi" vengono presi in esame fumetti di Morrison ormai diventati dei classici, come "Animal Man", "Arkham Asylum", "Doom Patrol" e "JLA". Il libro contiene un'analisi di questi e di altri fumetti, nella quale i fumetti supereroistici di Morrison scritti nella prima metà della carriera dell'autore vengono collocati in una cornice coerente e unitaria.

Per il momento il libro è in vendita nel sito di Eretica Edizioni. Prossimamente sarà distribuito da directBOOK e potrà essere acquistato su Amazon e da altre parti.

lunedì 25 aprile 2016

Dall'11 settembre a Barack Obama: un'intervista


Nel 2014 Emanuele Schibotto mi ha fatto un'intervista che è stata pubblicata nel sito Equilibri. Dal momento che l'intervista non è più in rete la pubblico nel mio blog. L'argomento dell'intervista è il mio libro intitolato Dall'11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti pubblicato da NPE nel 2013.




QUAL'ERA IL TUO OBIETTIVO NELLO SCRIVERE QUESTO VOLUME? QUALE MESSAGGIO INTENDI COMUNICARE?
Ben prima di pensare a questo libro avevo letto alcuni fumetti nei quali gli autori avevano affrontato il tema degli attentati dell’11 settembre e preso posizione sulla Guerra al Terrore. Ad eccezione de L’ombra delle Torri di Art Spiegelman e di alcuni fumetti brevi pubblicati in un’antologia intitolata 9-11 vol. 1. Artists Respond, caratterizzati per lo più dall’essere autobiografici, si trattava di opere di finzione utilizzate dagli autori per esprimere il proprio punto di vista sull’11 settembre e sulla politica estera dell’amministrazione Bush: Ex Machina di Brian K. Vaughan e Tony Harris (un supereroe improvvisato salva una delle Torri Gemelle dall’attacco dei terroristi, e grazie alla fama procuratagli da questa azione vince le elezioni amministrative a New York), Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch (una versione reazionaria dei Vendicatori in cui i supereroi sono usati dal governo americano come armi di distruzione di massa), The Pro di Garth Ennis e Amanda Conner (una prostituta supereroina rimprovera dei supereroi derivati da Batman e Superman di non essere riusciti a sventare gli attentati), DMZ di Brian Wood e Riccardo Burchielli (una New York devastata dai bombardamenti – lo scrittore risiede nella metropoli e ha preso spunto da quanto visto l’11 settembre – fa da sfondo a una guerra civile interna agli Stati Uniti) e altri.
Inizialmente, dunque, ero interessato a due filoni: l’uso del fumetto per fare cronaca e per esprimere opinioni politiche. In seguito, mano a mano che ho raccolto materiale (non solo fumetti, ma anche opere di saggistica non legate ai fumetti), ho ampliato lo sguardo e aggiunto argomenti nuovi al nucleo iniziale.

 
IL LIBRO, PAR DI CAPIRE, E' CENTRATO SU DUE POLI PRINCIPALI: STATI UNITI ED EUROPA. PER QUALE MOTIVO? PERCHE' LA LETTERATURA FUMETTISTICA DI RIFERIMENTO PROVIENE DALL'OCCIDENTE OPPURE PERCHE' HAI RITENUTO IMPORTANTE ANALIZZARE SOLO QUESTE DUE AREE?
Ho scelto di occuparmi in maniera sistematica dei fumetti realizzati dagli autori di lingua inglese e di dedicare spazio anche ad alcuni fumetti dell’Europa continentale. Non conoscendo lingue come l’arabo e il giapponese, e non esistendo fumetti di importanza fondamentale scritti in queste lingue e tradotti in italiano, sono stato costretto a pormi dei limiti.
Quando ho iniziato a scrivere il libro non immaginavo che i fumetti su 11 settembre, Guerra al Terrore, elezione di Barack Obama e morte di Osama bin Laden fossero così tanti. Se al principio avessi deciso di prendere in considerazione la produzione fumettistica a livello globale, probabilmente sarei dovuto ritornare sui miei passi a causa della mole di lavoro richiesta. Inoltre non ci sarebbero state pagine a sufficienza per occuparmi di tutti i fumetti!
Penso che sarebbe possibile scrivere un altro libro sull’epoca della Guerra al Terrore nei fumetti italiani.

 
LA BIBLIOGRAFIA DELL'OPERA E' MOLTO NUTRITA. QUALI SONO STATI I LIBRI DI RIFERIMENTO (OLTRE AI FUMETTI) PER LA CONSULTAZIONE?
Un libro importante è stato Writing the War on Terrorism di Richard Jackson (Manchester University Press, 2005). In questo saggio l’autore ha analizzato il linguaggio utilizzato da George W. Bush e dai membri del suo governo all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, e le ricadute che queste scelte linguistiche, accettate e subito assorbite dai mass media, ebbero sull’opinione pubblica. Jackson non si è occupato di fumetti nel suo libro: trovo che individuare come i fumettisti abbiano reagito al linguaggio proposto in maniera aggressiva dall’amministrazione Bush sia una sorta di prosecuzione e sviluppo del tutto nuovi del lavoro fatto dallo studioso inglese.
Se si eccettua una breve favola reazionaria – ha come protagonisti un elefante (gli Stati Uniti) e una banda di topi di fogna (i terroristi) – di Stan Lee e Marie Severin, nella quale sono ripresi in maniera pedissequa i vocaboli più caratteristici e le argomentazioni dei discorsi fatti da Bush all’indomani dell’11 settembre, mi sembra che i fumettisti siano stati refrattari alla retorica proposta da quel governo. Come esempi di fumetti nei quali il linguaggio di Bush è stato criticato si possono citare L’ombra delle Torri di Art Spiegelman, The Boondocks di Aaron McGruder e Doonesbury di Garry B. Trudeau.
Da Writing the War on Terrorism e da un altro libro interessante sullo stesso argomento (Linguaggio collaterale. Retoriche della “guerra al terrorismo” a cura di John Collins e Ross Glover, pubblicato in Italia da ombre corte) ho preso spunto per scrivere l’intero quarto capitolo.
È stata molto utile anche la lettura di Diplopia di Clément Chéroux (Giulio Einaudi Editore, 2010), un saggio nel quale l’autore ha analizzato le fotografie degli attentati dell’11 settembre pubblicate su circa quattrocento quotidiani americani usciti l’11 e il 12 settembre 2001, Shock Economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri di Naomi Klein (RCS Libri, 2007), che è alla base di due fumetti di Joe Sacco (Nostradamus Project, uscito nel volume antologico 12 settembre) e Roberto Recchioni e Matteo Cremona (David Murphy – 911), Il conflitto israelo-palestinese di James L. Gelvin (Giulio Einaudi Editore, 2007), Arteterapia. L’arte che cura di Cathy A. Malchiodi (Giunti Editore, 2009) e altri.

CI PUOI DESCRIVERE LE DIFFERENZE NEL TRATTARE LA STORIA CONTEMPORANEA TRA MAINSTREAM DEI FUMETTI STATUNITENSI E GLI EDITORI EUROPEI?
Premetto che non mi sono occupato in maniera sistematica dei fumetti europei. Senza dubbio fra fumetti statunitensi ed italiani c’è una differenza quantitativa. Negli Stati Uniti i fumetti sono pubblicati in modo tale per cui viene data la possibilità a tantissimi autori di essere pubblicati ed esprimere le proprie opinioni presso un vasto pubblico. Mi riferisco al fatto che negli Stati Uniti escono ogni mese più di quattrocento albi con fumetti di circa ventidue pagine e i quotidiani ospitano un ragguardevole numero di strisce (questa forma di pubblicazione, sebbene in declino, offre ancora spazio a molti autori). In Francia invece il mercato del fumetto è vasto e paragonabile quanto a dimensioni a quello degli Stati Uniti.
Al di là di queste considerazioni sulla quantità di fumetti pubblicati, è importante sottolineare come negli Stati Uniti gli autori siano stati rapidi ad affrontare il tema degli attentati dell’11 settembre e come i temi dell’11 settembre e della Guerra al Terrore abbiano pervaso un numero elevato di opere.
In Italia invece, salvo eccezioni (credo che l’unica eccezione sia un fumetto di Roberto Recchioni pubblicato su Lanciostory nel 2001), non c’è stata l’esigenza immediata da parte degli autori di confrontarsi con quello che era successo l’11 settembre e ci sono state meno occasioni di parlare della Guerra al Terrore.
Non c’è una sola spiegazione a questa differenza di approccio. Innanzitutto si può notare che il fumetto italiano è storicamente meno incline a occuparsi dei fatti di cronaca contemporanea rispetto a quello statunitense. In secondo luogo, come detto sopra, meno sbocchi per gli autori significa meno occasioni per esprimersi. Infine non bisogna dimenticare che molti fumettisti abitano a New York e che nella Grande Mela hanno sede case editrici importanti come Marvel e DC Comics. Per quanto gli Italiani siano stati toccati da quello che è successo l’11 settembre, e per quanto i mezzi di comunicazione abbiano abbattuto la distanza fra l’Italia e New York, in Italia il crollo delle Torri è stato vissuto solo in via mediata. Invece i newyorkesi (e quindi gli autori di fumetti) erano in mezzo alla nuvola di polvere che si sollevava da Ground Zero. Non c’è da stupirsi che molti di loro abbiano voluto sedersi immediatamente al tavolo da disegno per raccontare.

COME GIUDICHI I LAVORI DI GRAPHIC NOVEL? SECONDO TE I JOE SACCO E GUY DELISLE INIZIANO AD ESSERE APPREZZATI ANCHE IN ITALIA OPPURE PERMANE UNA CONSIDERAZIONE MINORE?
In Italia c’è molto interesse per le opere di cronaca a fumetti, che riescono a catturare l’attenzione dei giornalisti e di un pubblico nuovo che in precedenza non seguiva i fumetti con costanza o era lontano da questo linguaggio.
Non c’è quindi da stupirsi che Joe Sacco, uno dei padri e degli autori migliori di graphic journalism, abbia un buon seguito. Anche Guy Delisle è un autore che merita attenzione. Tra l’altro il rinato interesse di Mondadori e Rizzoli per il fumetto passa anche per questi due autori: la prima pubblica Sacco e la seconda Delisle.
A proposito del legame fra graphic novel e 11 settembre e Guerra al Terrore mi ha stupito il fatto che questi argomenti siano stati quasi del tutto ignorati dagli autori italiani (un’eccezione è la biografia a fumetti di Julian Assange scritta da Dario Morgante e disegnata da Gianluca Costantini).
















mercoledì 3 giugno 2015

Art Spiegelman in lite con il New Statesman a causa di un fumetto su Charlie Hebdo


Art Spiegelman ha disegnato una copertina per il New Statesman che non è stata pubblicata a causa di un dissidio fra il fumettista statunitense e la rivista inglese. La rivista, che per quel numero era supervisionata occasionalmente da Neil Gaiman e Amanda Palmer, avrebbe dovuto ospitare anche un fumetto di una pagina di Spiegelman intitolato First Amendment Fundamentalist (in basso) contenente riferimenti alla vicenda di Charlie Hebdo. I supervisori tradizionali del New Statesman hanno fatto presente a Gaiman e Palmer che non sarebbe stato possibile pubblicare il fumetto. In seguito al rifiuto, Spiegelman non ha permesso alla rivista di usare la sua copertina. Neil Gaiman e Amanda Palmer hanno rilasciato delle dichiarazioni dalle quali si apprende che il fumetto non sarebbe stato rifiutato per motivi ideologici o politici, ma per problemi di tempistica e mancanza di comunicazione con lo staff della rivista. Spiegelman ha confermato l'estraneità di Neil Gaiman e Amanda Palmer a questa vicenda. Il fumetto di Spiegelman è già stato pubblicato su The Nation negli Stati Uniti e Le Monde in Francia.


lunedì 25 maggio 2015

Garth Ennis – Hitman e la politica (prima parte)


Nel sito Lo Spazio Bianco c'è un mio articolo intitolato Garth Ennis – Hitman e la politica (prima parte). E' stato pubblicato originariamente nel 2010 nel libro Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi della casa editrice Edizioni XII.

In precedenza su Lo Spazio Bianco erano stati pubblicati altri miei testi tratti da Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi:
1. Garth Ennis – Hitman: il personaggio, i disegnatori, la storia editoriale.
2. Garth Ennis – Hitman: stile e struttura.
3. Garth Ennis – Hitman: serialità, citazionismo, composizione.
4. Garth Ennis - Hitman e la guerra.

martedì 27 gennaio 2015

Scegliere la follia


Di seguito ci sono i racconti di dieci parole n. 139-143.

In alto: illustrazione di Hugo Pratt da Corto Maltese - La giovinezza.



Watchmen n. 12d (di 12): Uno sgambetto del caso
Potrebbe avere le sembianze di una macchia di ketchup.
Continua.
(22 gennaio)

Ninne nanne
Ninne nanne: per dirti “Buonanotte” anche se non ci sarò.
(22 gennaio)

Rasputin
Non si può scegliere l’amicizia. La follia sì, però.
(23 gennaio)

Ninne nanne
Quando non potrò dirti “Buona notte” avrai le ninne nanne.
(24 gennaio)

Meglio mai o tardi?
« Mi sento un imbecille ».
« Meglio tardi che mai » pensò lei.
(25 gennaio)


Altri racconti:

giovedì 22 gennaio 2015

Una tristezza che nemmeno la fisica quantistica riesce a descrivere


Ci sono anche Peppa Pig, il Dottor Manhattan, Sherlock Holmes e Jack lo Squartatore (che poi sono la stessa persona!) fra i protagonisti di questi cinque nuovi racconti di dieci parole.

Immagine in alto dal videogioco Sherlock Holmes vs Jack the Ripper.


I racconti n. 134-138:

lunedì 12 gennaio 2015

Hihihi! Mia mamma è fatta. Grunt!


Ecco a voi undici racconti di dieci parole che ho partorito dall'1 all'11 gennaio.

A dire il vero i racconti sono dieci. Recensione di Dylan Dog n. 339, infatti, è una recensione, come suggerisce il titolo. Il fumetto recensito, che si intitola Anarchia nel Regno Unito (copertina di Angelo Stano in basso), è realizzato da Roberto Recchioni (soggetto), Gigi Simeoni (soggetto e sceneggiatura) e Giampiero Casertano (disegni).

venerdì 2 gennaio 2015

I racconti di capodanno


Il 31 dicembre ho esagerato un pochino con la pubblicazione dei racconti di dieci parole...
Dopo il Continua ci sono ben ventisette racconti (i racconti n. 91-117 della serie Racconti di dieci parole) di cui due su Watchmen, tre sulla felicità (come se fossi un esperto in materia...), otto su Sherlock Holmes, uno sul tango e quattro sulla Grecia antica.

lunedì 29 dicembre 2014

Ricetta delle patatine fritte


Ed ecco a voi i racconti di dieci parole pubblicati su House of Mystery nella settimana dal 22 al 28 dicembre. Domenica 28 dicembre non mi sono potuto collegare a internet a causa di un guasto al ripetitore della Telecom, quindi il racconto di quel giorno è saltato.

Ancora una volta uno dei racconti è dedicato a Sherlock Holmes (personaggio a cui sono particolarmente legato: vedi questo e quest'altro articolo). In questo caso ho omaggiato in un colpo solo Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle, Zadig di Voltaire e Il nome della rosa di Umberto Eco.
In un capitolo di Zadig il protagonista del romanzo si trova in un giardino nel quale è passato un cavallo bardato d'oro e argento. Zadig, che non ha visto il cavallo, capisce che nel giardino è transitato l'animale osservando delle tracce e ragionando sul significato di quelle tracce. I ragionamenti di Zadig sono dei sillogismi dello stesso tipo di quelli fatti da Sherlock Holmes nei racconti di Doyle e da Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa. Nel romanzo di Eco, che ha come protagonista un detective che deriva esplicitamente da Sherlock Holmes ("Baskerville", cognome del detective, è un omaggio al romanzo Il mastino dei Baskerville), c'è anche un richiamo a Zadig: Guglielmo, allo stesso modo di Zadig, capisce che un certo sentiero è stato attraversato da un certo cavallo di cui indovina le fattezze.
Il mio racconto, allo stesso modo del passo de Il nome della rosa, deriva da Zadig, solo che il protagonista è lo Sherlock Holmes originale anziché il Baskerville di Eco.

Dopo il Continua ci sono i Racconti in dieci parole n. 84-90.

lunedì 15 dicembre 2014

L'impiccato, la sposa e Charlie Brown


Piuttosto spesso scrivo dei racconti di dieci parole che pubblico nella pagina di Facebook di House of Mystery e successivamente ripropongo in questo blog.
La settimana scorsa ho pubblicato racconti su Sherlock Holmes, Caronte, Rorschach, Charlie Brown e altri.
Dopo il Continua ci sono i racconti n. 70-75.

lunedì 1 dicembre 2014

Romanzi in dieci parole (56-62)


Scrivi un romanzo in dieci parole è un gruppo di Facebook nel quale vengono pubblicati racconti lunghi dieci parole. Ne scrivo uno al giorno che inserisco anche nella fanpage di House of Mystery.

Inoltre:
Romanzi in dieci parole (1-20).
Romanzi in dieci parole (21-27).
Romanzi in dieci parole (28-34).
Romanzi in dieci parole (35-41).
Romanzi in dieci parole (42-48).
Romanzi in dieci parole (49-55).
I miei racconti in rete.

Illustrazione: Prometeo di Theodoor Rombouts.




Prometeo
Il fuoco illuminò oscenità, miserie. Una pioggia scrosciante lo spense.
(24 novembre)

Un inguaribile ottimista
Non era più innamorato. Eppure pensò: « La donna giusta esiste! »
(25 novembre)

Watchmen n. 4 (di 12): 1966 1985 1959
L’idrogeno scorre come la sabbia di un’infinita clessidra.
(26 novembre)

L’oscuro segreto di Sherlock Holmes
« Sono innocente! » urlò James Moriarty precipitando nella cascata di Reichenbach.
(27 novembre)

Cenerentola
Perse una scarpetta che puzzava ed era macchiata di vomito.
(28 novembre)

Morgana
La sogno. Mi sveglio. Ma è impossibile: mi ha abortito.
(29 novembre)

Avarizia
Morì.
I parenti accorsero per spolparlo.
L’avarizia: questo ereditarono.
(30 novembre)

lunedì 24 novembre 2014

Romanzi in dieci parole (49-55)


Scrivi un romanzo in dieci parole è un gruppo di Facebook nel quale vengono pubblicati racconti lunghi dieci parole. Ne scrivo uno al giorno che inserisco anche nella fanpage di House of Mystery.

Sulla copertina di Watchmen n. 3 disegnata da Dave Gibbons c'è una targhetta con il simbolo della radioattività e la scritta "FALLOUT SHELTER" (rifugio antiatomico). Le lettere "F" e "S" sono fuori campo e le lettere "OUT" e "TER" sono coperte dal fumo. In questo modo rimane isolata la scritta "ALL HEL[L]", che significa "Inferno ovunque".
Il titolo del mio terzo racconto in dieci parole (Watchmen n. 3 (di 12): All’improvviso si spalancarono le porte dell’Inferno), basato sul terzo capitolo della miniserie di Alan Moore e Dave Gibbons in cui il Dr. Manhattan viene accusato di avere fatto ammalare di cancro la sua ex fidanzata e fugge dalla Terra (e in cui viene dato spazio al fumetto sui pirati), è ispirato alla scritta in copertina.

Inoltre:
Romanzi in dieci parole (1-20).
Romanzi in dieci parole (21-27).
Romanzi in dieci parole (28-34).
Romanzi in dieci parole (35-41).
Romanzi in dieci parole (42-48).
I miei racconti in rete.




L’uomo caccia in branchi
Lo Stato è il branco più grande. Il più malvagio.
(17 novembre)

L’entusiasmo dello scrittore dilettante
Fa sempre comodo avere un romanzo che marcisce nel cassetto.
(18 novembre)

Watchmen n. 3 (di 12): All’improvviso si spalancarono le porte dell’Inferno
Fuggì.
« Dio non è più americano! »
Una nazione divenne naufraga.
(19 novembre)

Eppure non è alcolismo
Vedo doppio da quando ho perso il duplicatore di immagini!
(20 novembre)

Ninna nanna
Ti mando un bacio da lontano. Scaccerà i brutti sogni.
(21 novembre)

Come fu che un trauma rese Charlie Brown anaffettivo
Scoprì che la ragazzina dai capelli rossi era un maschio.
(22 novembre)

Ricetta della pizza surgelata
Accendi il forno. Tira fuori la pizza dal freezer. Riscaldala.
(23 novembre)