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domenica 18 dicembre 2011

I pupazzi di neve di Calvin and Hobbes



Il video in alto, ispirato alla striscia Calvin and Hobbes di Bill Watterson, è stato girato da Jim Frommeyer e Teague Chrystie.

La foto in basso, che non ha niente a che fare col video, proviene dal sito Web Urbanist.
Su Web Urbanist ci sono molti altri omaggi ai pupazzi di neve di Calvin and Hobbes.

Tutti gli articoli su Calvin and Hobbes.


venerdì 4 febbraio 2011

La città in bottiglia di Kandor diventa una scultura di Mike Kelley

In un fumetto pubblicato su Action Comics n. 242 del 1958 lo scrittore Otto Binder e il disegnatore Al Plastino hanno raccontato che Kandor, un tempo capitale di Krypton, è stata miniaturizzata, rubata e sigillata in una bottiglia di vetro da Brainiac quando il pianeta natale di Superman non era ancora esploso. L'Uomo d'Acciaio, dopo avere scoperto il crimine, ha sconfitto Brainiac e ha collocato Kandor nella Fortezza della Solitudine in attesa di trovare un modo per riportarla alle dimensioni originali.

Kandor è il soggetto di alcune sculture e installazioni di Mike Kelley in mostra presso la Gagosian Gallery di Los Angeles.

Nel sito della Gagosian Gallery ci sono altre fotografie.
Un commento di Matteo Stefanelli.




Superman n. 307 (1977), copertina di Neal Adams

Superman n. 158 (1963), copertina di Curt Swan

sabato 6 febbraio 2010

Robert Crumb diventa una action figure


Mike Leavitt realizza action figure (pupazzetti) dedicate a cantanti, attori e artisti. Si tratta di pezzi quasi unici (di ogni pupazzetto esistono al massimo dieci esemplari) ed esposti nelle gallerie d'arte.
Oltre a personaggi come David Lynch, Damien Hirst, Vincent Van Gogh e David Bowie c'è anche Robert Crumb in compagnia di Fritz il Gatto. Sono fumettisticamente interessanti anche Greg "Craola" Simkins con la maglietta di Charlie Brown e Isabel Samaras vestita da Wonder Woman.
Nel sito Intuition Kitchen Production ci sono altre foto di Robert Crumb in compagnia di Fritz il Gatto e una galleria con tutti i pupazzetti realizzati da Leavitt.
Da Robot 6

mercoledì 11 novembre 2009

Kevin Smith diventa uno zombi


Il regista e scrittore di fumetti Kevin Smith è diventato uno zombi! Il disegnatore Stephen Silver e lo scultore Jon Matthews hanno realizzato una statua di Smith in versione zombi che sarà prodotta in serie e venduta al prezzo di 12,95 dollari.
Da Zeta come Zombie

L'album fotografico degli zombi

giovedì 20 agosto 2009

Una statua per Mafalda a Buenos Aires


Il 30 agosto a Buenos Aires sarà inaugurata la statua di Mafalda, la bambina curiosa e pacifista protagonista del fortunato fumetto realizzato da Quino dal 1964 al 1973.
Quattro anni fa alcuni estimatori del fumettista argentino avevano proposto di collocare una targa in calle Chile 371 sulla facciata della casa in cui risiedeva Quino quando ideò il personaggio. Anche Mafalda abitava in quella casa, come dimostra una vignetta della serie in cui la bambina è seduta sull'uscio del 371. Da qui l'idea di apporre una targa con scritto "Qui abitò Mafalda".
Grazie all'interessamento del comune di Buenos Aires è stato deciso di fare qualcosa di più di una semplice targa ed è stata affidata la realizzazione di una statua alta un metro allo scultore Pablo Irrgang.

lunedì 24 novembre 2008

Il fumetto incontra la scultura in Amniotic Dreams di Johann Nortje


Di recente ho letto un fumetto realizzato per essere esposto anziché stampato in un libro. E' Amniotic Dreams di Johann Nortje, in mostra presso Arte Boccanera Contemporanea fino al 17 gennaio 2009. Nortje è un artista sudafricano di 28 anni che nasce come scultore e con Amniotic Dreams si avvicina ai fumetti tentando con successo una commistione fra i due linguaggi.
L'opera è composta da oltre quaranta tavole a fumetti di 42x30 centimetri (le proporzioni ricordano il formato comic book, cioè 17x26 centimetri) intervallate da alcune sculture di ferro
(clic qua per guardare una galleria di foto). Le tavole non sono slegate l'una dall'altra ma vanno lette in sequenza, e anche le sculture sono inserite logicamente all'interno della storia raccontata da Nortje.

Johann Nortje è stato intervistato da Marco Tomasini del quotidiano L'Adige.
"Amniotic Dreams, titolo della mostra e del mio fumetto, utopisticamente mira all'emancipazione completa da un sistema che tende a schiacciare le anime. I sogni amniotici sono quelli che avvengono quando siamo ancora nell'utero. A parer mio, è già da quel momento che noi decidiamo chi diverremo e quale percorso intraprenderà la nostra esistenza. La nostra vita è in tale modo sempre il risultato delle nostre scelte, in conformità alle nostre forze e alle nostre debolezze. Solo così riusciamo a vincere le difficoltà dei tragitti scelti. Questa è l'essenza degli "amniotic dreams", il fatto che noi non possiamo prendere la vita così come viene: dobbiamo combattere e sforzarci per realizzare i nostri sogni, sogni che nascondiamo profondamente e che abbiamo paura di non superare.
Il potere di vivere le nostre vite è solo nelle nostre mani, e l'unico aiuto esterno concessoci è quello della fortuna. E se il sistema sociale tende a procurarci dolore, noi possiamo emanciparci da esso, ricostruendo quel liquido amniotico nel quale ci si potrà trasformare e liberare dal dolore. Cosa che fa il protagonista del fumetto, che riesce a trasformarsi in un condor, simbolo di libertà."
Da L'Adige del 21 novembre 2008


Ho parlato di Amniotic Dreams nell'articolo E se il futuro del fumetto fosse un muro? pubblicato nel sito Fumetti di Carta.
"Il fumetto si presenta inizialmente come un viaggio di scoperta. Eveline vive in un mondo in cui l'unica attività è leggere libri, ma un giorno si chiede se esiste altro e distoglie lo sguardo dalle
pagine. Decide di alzarsi dalla sua poltrona e iniziare un viaggio nel mondo surrealmente bianco che la circonda.
A questo punto della storia viene collocata una scultura dei piedi di Eveline che, come le sculture successive, ha lo scopo di costruire una metanarrazione. Così come a livello narrativo Eveline si alza dalla poltrona perché nei libri trova solo discorsi vuoti e vuole scoprire se sotto le parole c'è qualcosa di più sostanzioso, a livello metanarrativo la stessa esperienza viene suggerita al visitatore della mostra. Uscire da uno schema abituale, la bidimensionalità delle tavole a fumetti con cui è iniziata l'opera, e procedere verso la tridimensionalità della scultura.
Al termine del fumetto c'è una sorpresa per il visitatore. Il viaggio di scoperta di Eveline è in realtà un sogno amniotico: la ragazza è un feto che nell'ultima tavola nasce. La nascita è rappresentata anche da una grande scultura di Eveline appesa al soffitto nel centro della stanza che ospita la mostra; è l'istante in cui smette di essere la Eveline del sogno amniotico e inizia a essere la Eveline neonata; ma è anche l'istante in cui il lettore realizza di avere partecipato al suo sogno e per un momento ha la sensazione che la stanza, adornata dai disegni e dalle sculture con cui ha familiarizzato, sia un caldo e avvolgente ventre materno.
La mostra comprende anche una retrospettiva ospitata in un'altra sala che permette di conoscere l'attività di scultore di Nortje. Osservando i suoi precedenti lavori si nota che era già presente il legame fra illustrazione e scultura che con Amniotic Dreams è diventato un vero e proprio fumetto scultoreo."
Dal mio articolo intitolato E se il futuro del fumetto fosse un muro?


mercoledì 29 ottobre 2008

Il Sud Africa all'avanguardia in campo fumettistico?


Dalla presentazione della mostra Amniotic Dreams di Johan Nortje:
"In Sud Africa i comics, i fumetti, hanno una lunga storia e sono famosi in tutto il mondo; gli artisti sudafricani sono fra i detentori dell’avanguardia di questa specialità nel mondo artistico internazionale." Dal sito di Spazio Off (la stessa frase è stata copiata in un articolo del quotidiano L'Adige di ieri).