venerdì 30 novembre 2012

Andrea Mazzotta non è più direttore della NPE


Nicola Pesce ha comunicato che Andrea Mazzotta non è più direttore della NPE - Nicola Pesce Editore.

Il comunicato di Nicola Pesce.
Il comunicato di Andrea Mazzotta.

"Che successo?
Nulla di trascendentale. Semplicemente io e l’editore non
condividiamo la stessa visione editoriale, perciò per l’affetto che
provo per la casa editrice mi è sembrato giusto fare un passo indietro.
Mi dispiace? Da morire." [da Il Faro del Glifo]

Andrea Mazzotta ha diretto la NPE per tre anni. Sotto la sua direzione sono stati pubblicati fumetti di David Lloyd, Miguel Angel Martin, Jacovitti, Warren Ellis, Roberto Recchioni e molti altri. La casa editrice ha anche imboccato la strada della saggistica, pubblicando anche il mio Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo, assieme a Eccetto Topolino, I Disney italiani e altri libri.

Per il momento la casa editrice non ha annunciato il nome del nuovo direttore.

La Disney trasforma la Juventus in Rubentus in un fumetto di Paperino


Paperino tifa per la Rubentus nel fumetto Paperoga in: soffri, tifoso, soffri di Paulo de Paiva Lima e Euclides K. Miyaura pubblicato dalla Disney su Disney Comix n. 24. La trovata di cattivo gusto della redazione della Disney ha fatto il giro della rete, facendo arrabbiare i tifosi della Juventus.

Bisogna fare due precisazioni.
Innanzitutto è stato scritto in tantissimi siti che il fumetto è stato pubblicato su Topolino n. 2975. Non è così: se vi interessa quella storia dovete leggere Disney Comix n. 24.
In secondo luogo il nome Rubentus e il colore delle maglie di Paperino e Paperoga sono il frutto di una modifica della redazione italiana. Nel fumetto originale, pubblicato in Brasile su Tio Patinhas n. 199 del 1982, Paperino e Paperoga avevano le magliette a strisce verdi e nere e rosse e nere perché tifavano per Coringa e Parreiras, parodie delle squadre brasiliane Corinthias e Palmeiras.


L'intervento redazione, con la sostituzione di Coringa con Rubentus, è avvenuto nel 1991 in occasione della prima edizione italiana del fumetto su Mega n. 409 [informazione tratta da Papersera].
Ciò non toglie che la Disney, riproponendo quel fumetto, ha fatto una bruttissima gaffe. Nel 1991 la Juventus non era stata infangata dai tribunali ordinari e sportivi, e il nome Rubentus portava alla mente solo la frustrazione dei tifosi delle squadre avversarie.
A ventuno anni di distanza le cose sono cambiate. Praticamente tutti i tifosi della Juventus ritengono che la loro squadra sia stata vittima di due processi pilotati e di una gogna mediatica orchestrata dai media al servizio di Milan e Inter. Scherzare su queste cose significa scherzare su condanne penali (condanne a strascorrere anni di vita in carcere) e sportive che sono percepite come profondamente ingiuste da milioni di persone, e che sono state inflitte con criteri per nulla limpidi.

giovedì 29 novembre 2012

Cento fumetti che vorrei trovare in biblioteca


Paolo Interdonato ha pubblicato nel blog Spari d'inchiostro un elenco di cento fumetti che secondo lui sarebbe bello trovare in una biblioteca.

E' un elenco che ha una finalità pratica: aiutare i bibliotecari a scegliere quali fumetti acquistare. Per questo motivo Interdonato ha messo un paio di paletti:
- fumetti pubblicati negli ultimi dieci anni (si presume e si spera che siano ancora in catalogo);
- fumetti pubblicati da case editrici ancora in vita (per esempio Planeta DeAgostini non esiste più: che senso ha consigliare alle biblioteche di acquistare Watchmen e il Batman di Grant Morrison se sono fuori catalogo? Stesso discorso per Leopoldo Bloom).

Nonostante i miei limiti (io sono ignorante, solo e povero: se volete una lista seria andate da Interdonato) ho provato anch'io a divertirmi stilando un elenco dei cento fumetti che vorrei trovare in biblioteca. Fa lo stesso se nessun bibliotecario la leggerà mai. E' un'occasione per fare il punto su quali fumetti mi piacciono e ritengo importanti, e per andare a caccia di opere che mi mancano.

So che biblioteche particolari hanno bisogno di libri e fumetti particolari.
Per esempio in una biblioteca rivolta in modo specifico a bambini e giovanissimi entrano libri di un certo tipo. Non metterei in lista Gli ultimi giorni di Pompeo.
E’ l’esempio più lampante ma ce ne sono altri: biblioteche dedicate alla cultura locale, biblioteche di giurisprudenza, biblioteche di lettere, biblioteche scolastiche, biblioteche dei musei di scienze, biblioteche dei musei di arte contemporanea e così via. Ogni tipo di biblioteca ha esigenze diverse e c’è bisogno di discutere con i curatori per capire cosa inserire.
Io ho pensato a una generica biblioteca di quartiere nella quale entrano il pensionato che legge il giornale, il bambino che gioca, lo studente delle superiori che usa i tavoli per studiare, la persona qualunque che cerca un romanzo.
E’ il tipo di biblioteca più diffuso. E’ una biblioteca che deve avere i classici ma stare attenta alle novità, accontentare gli adulti (con romanzi ma anche con un po’ di saggistica, certamente non al livello di una biblioteca universitaria) ma non trascurare i bambini.
In base a questi criteri ho creato una base molto forte sui classici. Per quello che riguarda i contemporanei, nonostante le mie conoscenze limitate, ho provato a indovinare quali sono i più rappresentativi.
Ho cercato di scegliere un ampio numero di generi. Ci sono orrore, fantascienza, autobiografia, supereroi, fumetto storico, storiografia, western.
Ho messo in lista autori di più Paesi: Italia, Francia, Belgio, Argentina, Norvegia, USA, Gran Bretagna, Canada, Svizzera.
Infine ho scelto diversi fumetti che possono piacere anche ai lettori più giovani.

Avvertenza: nessun bibliotecario è stato maltrattato durante la stesura di questo elenco.