"Cinque anni parrebbero il tempo massimo di resistenza in vita di un'etichetta di fumetto autoprodotto... Così eccoci qua, anche noi Cani dopo gli amici e compagni di strada Selfcomics e Monipodio, ad annunciare il nostro passaggio a miglior vita. Accadrà alla prossima Luccacomics (dal 29 ottobre all'1 novembre), dove diamo l'estremo appuntamento a lettori vecchi e nuovi" Continua su Arf Arf
lunedì 12 ottobre 2009
I Cani non abbaiano più
"Cinque anni parrebbero il tempo massimo di resistenza in vita di un'etichetta di fumetto autoprodotto... Così eccoci qua, anche noi Cani dopo gli amici e compagni di strada Selfcomics e Monipodio, ad annunciare il nostro passaggio a miglior vita. Accadrà alla prossima Luccacomics (dal 29 ottobre all'1 novembre), dove diamo l'estremo appuntamento a lettori vecchi e nuovi" Continua su Arf Arf
Il fumetto italiano alla Fiera del Libro di Francoforte
comunicato stampa
IL FUMETTO ITALIANO AL SALONE DEL LIBRO DI FRANCOFORTE
La Buchmesse di Francoforte ospita Fumetto! Italian Comics > 100 years and more
Per il sesto anno consecutivo, la principale Fiera internazionale del libro - che si svolgerà a Francoforte dal 14 al 18 Ottobre 2008 - accoglie fra i suoi espositori uno spazio interamente dedicato al fumetto made in Italy, con la presenza congiunta di otto editori, tre Festival ed un Centro culturale.
Sull’onda delle celebrazioni per un doppio centenario del fumetto italiano - la nascita di Gian Luigi Bonelli e l’uscita del Corriere dei Piccoli - il Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano" cura lo stand italiano, rappresentando il fumetto italiano al Comic Zentrum della kermesse tedesca.
Inoltre, il Comitato celebrativo istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali cura il catalogo ufficiale dello stand (J806, Comix Zone, Halle 3.0). Fumetto! Italian Comics > 100 years and more è infatti il titolo della pubblicazione ufficiale in lingua inglese che verrà presentata nel corso della quattro giorni di Francoforte. Astorina, Becco Giallo, Black Velvet, Sergio Bonelli Editore, Coconino Press, Edizioni If, Grrrrzetic, Panini Comics sono gli editori italiani che, al fianco dei Festival Lucca Comics&Games, Napoli COMICON, BilBOlbul e del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” rappresenteranno il mondo del fumetto italiano attraverso le proprie pubblicazioni ed iniziative. Come strumento promozionale a disposizione dei co-exhibitors e del sistema-fumetto italiano, la pubblicazione sarà poi resa disponibile (in download gratuito) sul sito web del Comitato.
Inoltre, il Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano” sarà ospite di una Conferenza dedicata alla Storia del fumetto italiano. A discutere della lunga avventura e del successo del fumetto italiano, in un incontro intitolato “100 years of “fumetti”: from Hugo Pratt and Milo Manara to Igort and Gipi”, saranno presenti : l’autore e storico Alfredo Castelli, il direttore editoriale di Panini Comics Marco Lupoi, e il critico e curatore Matteo Stefanelli, Vicepresidente del Comitato. L'incontro si terrà sabato 17 Ottobre alle 13.30 nel Comic Zentrum della Fiera.
Dopo un anno di attività a supporto delle principali operazioni espositive e culturali dedicate al patrimonio del fumetto nazionale (dalla mostra milanese dedicata al “Corriere dei Piccoli”, fino alla recente collana “100 Anni di Fumetto italiano” allegata a Gazzetta e Corriere della Sera), il Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano" - organismo che raccoglie oltre 90 soggetti (istituzioni, editori, associazioni, saloni, università) del sistema-fumetto nazionale - compie uno sforzo importante per promuovere la cultura e l'immagine del fumetto nazionale nel più grande evento dell’industria editoriale europea. Una presenza che guarda alla Storia e al Futuro: “Fumetto Italiano > 100 anni… e oltre”.
Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano"
Per informazioni: info@fumetto100.it
Sito web: www.fumetto100.it
IL FUMETTO ITALIANO AL SALONE DEL LIBRO DI FRANCOFORTE
La Buchmesse di Francoforte ospita Fumetto! Italian Comics > 100 years and more
Per il sesto anno consecutivo, la principale Fiera internazionale del libro - che si svolgerà a Francoforte dal 14 al 18 Ottobre 2008 - accoglie fra i suoi espositori uno spazio interamente dedicato al fumetto made in Italy, con la presenza congiunta di otto editori, tre Festival ed un Centro culturale.
Sull’onda delle celebrazioni per un doppio centenario del fumetto italiano - la nascita di Gian Luigi Bonelli e l’uscita del Corriere dei Piccoli - il Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano" cura lo stand italiano, rappresentando il fumetto italiano al Comic Zentrum della kermesse tedesca.
Inoltre, il Comitato celebrativo istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali cura il catalogo ufficiale dello stand (J806, Comix Zone, Halle 3.0). Fumetto! Italian Comics > 100 years and more è infatti il titolo della pubblicazione ufficiale in lingua inglese che verrà presentata nel corso della quattro giorni di Francoforte. Astorina, Becco Giallo, Black Velvet, Sergio Bonelli Editore, Coconino Press, Edizioni If, Grrrrzetic, Panini Comics sono gli editori italiani che, al fianco dei Festival Lucca Comics&Games, Napoli COMICON, BilBOlbul e del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” rappresenteranno il mondo del fumetto italiano attraverso le proprie pubblicazioni ed iniziative. Come strumento promozionale a disposizione dei co-exhibitors e del sistema-fumetto italiano, la pubblicazione sarà poi resa disponibile (in download gratuito) sul sito web del Comitato.
Inoltre, il Comitato Nazionale “Un Secolo di Fumetto Italiano” sarà ospite di una Conferenza dedicata alla Storia del fumetto italiano. A discutere della lunga avventura e del successo del fumetto italiano, in un incontro intitolato “100 years of “fumetti”: from Hugo Pratt and Milo Manara to Igort and Gipi”, saranno presenti : l’autore e storico Alfredo Castelli, il direttore editoriale di Panini Comics Marco Lupoi, e il critico e curatore Matteo Stefanelli, Vicepresidente del Comitato. L'incontro si terrà sabato 17 Ottobre alle 13.30 nel Comic Zentrum della Fiera.
Dopo un anno di attività a supporto delle principali operazioni espositive e culturali dedicate al patrimonio del fumetto nazionale (dalla mostra milanese dedicata al “Corriere dei Piccoli”, fino alla recente collana “100 Anni di Fumetto italiano” allegata a Gazzetta e Corriere della Sera), il Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano" - organismo che raccoglie oltre 90 soggetti (istituzioni, editori, associazioni, saloni, università) del sistema-fumetto nazionale - compie uno sforzo importante per promuovere la cultura e l'immagine del fumetto nazionale nel più grande evento dell’industria editoriale europea. Una presenza che guarda alla Storia e al Futuro: “Fumetto Italiano > 100 anni… e oltre”.
Comitato Nazionale "Un Secolo di Fumetto Italiano"
Per informazioni: info@fumetto100.it
Sito web: www.fumetto100.it
domenica 11 ottobre 2009
Momentary Monument di Lara Favaretto: arte contemporanea o pressapochismo?
Ho scritto la seguente lettera ai quotidiani L'Adige e Trentino. Dubito che la pubblicheranno.
Per saperne di più su Monumentary Monument di Lara Favaretto: qua, qua, qua e qua.
Non ha niente a che vedere con i fumetti.
Gentile direttore,
sono allibito dal modo in cui la Fondazione Galleria Civica di Trento ha curato l'installazione site-specific di Lara Favaretto intitolata Momentary Monument e ha reagito alle critiche mosse da giornalisti, politici e persone comuni.
In seguito al crollo del muro di sacchi di sabbia che cinge il monumento a Dante l'opera dell'artista veneta ha cambiato radicalmente aspetto. Quella che era stata studiata per essere una barriera imponente, che doveva ergersi maestosa davanti ai visitatori impedendo la vista di quasi tutto il monumento (alto 18 metri), è diventata un muricciolo ridicolo e scalcinato che copre a mala pena la base dell'opera di Cesare Zocchi.
E' venuto meno lo scopo per il quale il muro è stato costruito: celare il monumento, nasconderlo, frapporre il muro fra le persone e il monumento ottenendo una scissione. Si tratta di un cambiamento radicale nel linguaggio dell'installazione che mi aspettavo fosse stato preso in considerazione dalla Favaretto. Pensavo che l'autrice avesse soppesato il cambiamento subito dall'opera e ne avesse tenuto conto quando ha deciso di inaugurare comunque l'installazione.
Una deviazione così incisiva rispetto al progetto originale può essere paragonata, nella lingua italiana, alla sostituzione del modo indicativo con il condizionale. "Correrei" invece di "corro". "Berrei" invece di "bevo". "Avrei voluto costruire un muro alto otto metri ma sono stato costretto a fermarmi a tre" invece di "ho costruito un muro alto otto metri".
Sabato pomeriggio mi sono recato in Piazza Dante per chiedere lumi alle dipendenti della Galleria Civica impegnate a spiegare il significato dell'opera ai curiosi. La signorina che ho incontrato, molto disponibile e preparata, è stata istruita a parlare dell'installazione come se fosse alta otto metri; come se fosse imponente e celasse il monumento a Dante. Come se la Favaretto avesse raggiunto il suo scopo e il muro fosse stato costruito in maniera impeccabile. Ho chiesto se Lara Favaretto aveva preso in considerazione la modifica subita dall'opera e aveva ripensato ai concetti che intendeva esprimere con l'installazione. La risposta è stata "No".
Trovo che questo approccio all'opera, che ovviamente non è da ricondurre alla signorina ma ai responsabili della Galleria, sia sintomo di leggerezza e pressapochismo. Posso capire che Lara Favaretto non abbia avuto la lucidità di prendere in considerazione il problema perché, in seguito al crollo, era al centro di critiche feroci ed era coinvolta emotivamente. Non riesco invece ad accettare che i responsabili della Galleria non abbiano avuto più sangue freddo e non abbiano dato suggerimenti adeguati per indirizzare il lavoro dell'artista.
Fosse questo l'unico problema...
Purtroppo ci sono altri particolari che mi lasciano perplesso. Li riassumo in modo schematico:
- il crollo: l'artista non è riuscita a maneggiare i materiali scelti per realizzare l'opera;
- in fase di progettazione non è stata presa in considerazione l'eventualità di un crollo. In teoria il crollo avrebbe potuto fare parte dell'opera se l'artista lo avesse previsto in anticipo (o se la Galleria avesse fatto presente all'artista questa possibilità) e avesse ragionato su un suo significato nell'economia dell'installazione. Invece il crollo ha spiazzato la Favaretto e la Galleria;
- l'attribuzione del crollo a un atto di vandalismo. La Galleria non ha fatto una bella figura aggrappandosi a una motivazione palesemente assurda pur di non ammettere che è stato un tantino ardito costruire un muro di sabbia alto otto metri sperando che non crollasse;
- la Galleria non corregge le bozze? Mi riferisco al testo con la spiegazione dell'opera data da Lara Favaretto.
Per me tutto questo non è arte contemporanea ma dilettantismo. Mi rifiuto di considerare certi aspetti di questa vicenda, che, dall'esterno e da lontano, mi sembrano il frutto di un supporto inadeguato dato alla Favaretto dalla Galleria Civica, come spazi lasciati alla soggettività e alla capacità dell'interprete.
Mi meraviglio che Danilo Eccher dichiari che "Trento ha perso il senso della civiltà". Forse è lui il rappresentante della Trento che ha perso il senso della civiltà, altrimenti si sarebbe scusato con Lara Favaretto e avrebbe misurato la risposta stizzita a tante critiche legittime.
Cordiali saluti
Luigi Siviero
Via Gramsci 28
Trento
luigisiv@yahoo.it
http://fumettidicarta.blogspot.com/
Per saperne di più su Monumentary Monument di Lara Favaretto: qua, qua, qua e qua.
Non ha niente a che vedere con i fumetti.
Gentile direttore,
sono allibito dal modo in cui la Fondazione Galleria Civica di Trento ha curato l'installazione site-specific di Lara Favaretto intitolata Momentary Monument e ha reagito alle critiche mosse da giornalisti, politici e persone comuni.
In seguito al crollo del muro di sacchi di sabbia che cinge il monumento a Dante l'opera dell'artista veneta ha cambiato radicalmente aspetto. Quella che era stata studiata per essere una barriera imponente, che doveva ergersi maestosa davanti ai visitatori impedendo la vista di quasi tutto il monumento (alto 18 metri), è diventata un muricciolo ridicolo e scalcinato che copre a mala pena la base dell'opera di Cesare Zocchi.
E' venuto meno lo scopo per il quale il muro è stato costruito: celare il monumento, nasconderlo, frapporre il muro fra le persone e il monumento ottenendo una scissione. Si tratta di un cambiamento radicale nel linguaggio dell'installazione che mi aspettavo fosse stato preso in considerazione dalla Favaretto. Pensavo che l'autrice avesse soppesato il cambiamento subito dall'opera e ne avesse tenuto conto quando ha deciso di inaugurare comunque l'installazione.
Una deviazione così incisiva rispetto al progetto originale può essere paragonata, nella lingua italiana, alla sostituzione del modo indicativo con il condizionale. "Correrei" invece di "corro". "Berrei" invece di "bevo". "Avrei voluto costruire un muro alto otto metri ma sono stato costretto a fermarmi a tre" invece di "ho costruito un muro alto otto metri".
Sabato pomeriggio mi sono recato in Piazza Dante per chiedere lumi alle dipendenti della Galleria Civica impegnate a spiegare il significato dell'opera ai curiosi. La signorina che ho incontrato, molto disponibile e preparata, è stata istruita a parlare dell'installazione come se fosse alta otto metri; come se fosse imponente e celasse il monumento a Dante. Come se la Favaretto avesse raggiunto il suo scopo e il muro fosse stato costruito in maniera impeccabile. Ho chiesto se Lara Favaretto aveva preso in considerazione la modifica subita dall'opera e aveva ripensato ai concetti che intendeva esprimere con l'installazione. La risposta è stata "No".
Trovo che questo approccio all'opera, che ovviamente non è da ricondurre alla signorina ma ai responsabili della Galleria, sia sintomo di leggerezza e pressapochismo. Posso capire che Lara Favaretto non abbia avuto la lucidità di prendere in considerazione il problema perché, in seguito al crollo, era al centro di critiche feroci ed era coinvolta emotivamente. Non riesco invece ad accettare che i responsabili della Galleria non abbiano avuto più sangue freddo e non abbiano dato suggerimenti adeguati per indirizzare il lavoro dell'artista.
Fosse questo l'unico problema...
Purtroppo ci sono altri particolari che mi lasciano perplesso. Li riassumo in modo schematico:
- il crollo: l'artista non è riuscita a maneggiare i materiali scelti per realizzare l'opera;
- in fase di progettazione non è stata presa in considerazione l'eventualità di un crollo. In teoria il crollo avrebbe potuto fare parte dell'opera se l'artista lo avesse previsto in anticipo (o se la Galleria avesse fatto presente all'artista questa possibilità) e avesse ragionato su un suo significato nell'economia dell'installazione. Invece il crollo ha spiazzato la Favaretto e la Galleria;
- l'attribuzione del crollo a un atto di vandalismo. La Galleria non ha fatto una bella figura aggrappandosi a una motivazione palesemente assurda pur di non ammettere che è stato un tantino ardito costruire un muro di sabbia alto otto metri sperando che non crollasse;
- la Galleria non corregge le bozze? Mi riferisco al testo con la spiegazione dell'opera data da Lara Favaretto.
Per me tutto questo non è arte contemporanea ma dilettantismo. Mi rifiuto di considerare certi aspetti di questa vicenda, che, dall'esterno e da lontano, mi sembrano il frutto di un supporto inadeguato dato alla Favaretto dalla Galleria Civica, come spazi lasciati alla soggettività e alla capacità dell'interprete.
Mi meraviglio che Danilo Eccher dichiari che "Trento ha perso il senso della civiltà". Forse è lui il rappresentante della Trento che ha perso il senso della civiltà, altrimenti si sarebbe scusato con Lara Favaretto e avrebbe misurato la risposta stizzita a tante critiche legittime.
Cordiali saluti
Luigi Siviero
Via Gramsci 28
Trento
luigisiv@yahoo.it
http://fumettidicarta.
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