mercoledì 10 febbraio 2016

L'autobiografia di un Avaro


Nel sito Lahar Magazine c'è un mio racconto intitolato L'autobiografia di un Avaro.
Il tema del racconto è l'avarizia.

Illustrazione: "Tutti per me" di Anna Sandri.
In questa pagina ci sono tutte le illustrazioni realizzate per Lahar Magazine n. 27.

mercoledì 3 febbraio 2016

Repubblica e il caso del molestatore immaturo


Su Repubblica ho letto questo titolo: Palermo, molestò due impiegate in ufficio, assolto direttore: "Era immaturo, agì per scherzo".
Come è possibile che nella stessa frase ci siano i vocaboli "molestò" e "assolto"? O le "molestò" (indicativo, passato remoto), e allora è stato condannato (l'atto di molestare è un reato punito dall'art. 660 c.p. con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516), o non le molestò, e allora è stato assolto.
Il "molestò" nasce dall'opinione personale che il giornalista si è fatto della vicenda (opinione di cui non mi importa assolutamente nulla, detto per inciso) oppure dall'intenzione premeditata di fare sensazionalismo per catturare l'attenzione dei lettori.
Nel sito di Repubblica la possibilità di scrivere commenti è pilotata. Non si possono commentare tutti gli articoli, ma solo alcuni scelti dalla redazione. E' una politica che serve per non dare voce ai lettori che potrebbero avere opinioni discordanti da quelle del quotidiano su temi particolarmente cari alla redazione. Di regola non è possibile scrivere commenti e le eccezioni vengono stabilite volta per volta.
In questo caso la redazione ha deciso di fare un'eccezione dando per scontato che i commenti dei lettori sarebbero stati in linea con la politica editoriale del giornale. Penso che quel titolo non sia un errore, ma sia stato scritto di proposito in quel modo per prendere posizione contro i giudici che hanno pronunciato una sentenza di assoluzione.
Il titolo è stato scritto così per mettere i lettori in una particolare predisposizione mentale di avversione verso l'operato dei giudici. Che non ci furono molestie lo deve scrivere lo stesso giornalista quando fa la cronaca: "Se il capo palpeggia la collega, non è detto che sia una molestia sessuale".
Ma il quotidiano Repubblica - finalmente arrivo al punto (di discutere il merito della sentenza non me ne frega niente, o almeno non qua) - non era il paladino della legalità e del rispetto delle sentenze? Eppure oggi attacca dei giudici che hanno scritto una sentenza non gradita e trasforma in molestatore una persona che è stata assolta.

giovedì 21 gennaio 2016

Il Grand Prix di Angoulême si è sputtanato del tutto: la finalista è Claire Wendling


Dopo le polemiche di due settimane fa (vedi questo articolo) gli organizzatori del Festival di Angoulême hanno reso noti i nomi dei tre finalisti del Grand Prix de la Ville. Gli autori che si contenderanno il premio alla carriera sono Alan Moore, Hermann e Claire Wendling.
Se Alan Moore e Hermann non hanno bisogno di presentazioni, Claire Wendling invece ne necessita. Sì, perché la disegnatrice francese non è certo la prima persona a cui pensare quando ci si domanda chi potrebbe meritare un premio alla carriera. Cercate con Google e vediamo se riuscite a trovare qualcosa di significativo oltre a  Le luci dell'Amalou (che già di per sé non si è ancora guadagnato la fama di classico)...

Per quale motivo un'autrice che è solo un'onesta professionista come tanti altri è stata preferita ad autori del calibro di Neil Gaiman, Kazuo Koike, Grant Morrison, Frank Miller, Go Nagai e Garry B. Trudeau (ma anche a P. Craig Russell, Alan Davis, Corrado Roi, Kelley Jones, Sam Kieth: se ne possono trovare migliaia che una carriera l'hanno avuta e che meritano il premio come e più della Wendling senza bisogno di scomodare i calibri da novanta)?
Chiaramente l'unico merito di Claire Wendling è di non avere l'uccello.
Due settimane fa le femministe hanno protestato perché nella selezione iniziale dei candidati al Grand Prix non c'erano donne, e grazie alla loro caciara hanno ottenuto la quota rosa.
La conseguenza della condotta scriteriata delle femministe è che gli autori di sesso maschile sono stati trattati in maniera sessista e discriminatoria. Autori meritevoli del premio sono stati messi da parte per fare spazio a un'autrice non meritevole che li ha sopravanzati per il solo fatto di essere una donna.

Qualcuno potrebbe chiedersi se la Wendling rimedierà al torto ritirando la propria candidatura come avevano fatto i colleghi maschi due settimane fa. E' difficile che succeda, visto che la Wendling ha liquidato le prime critiche scrivendo sul suo profilo di Facebook "Ci sono delle persone che iniziano a dire gnagnagna".