sabato 16 giugno 2012

Quei mentecatti della Treccani hanno riscritto la nascita di Sherlock Holmes


Dalla voce "Doyle, Sir Arthur Conan" dell'Enciclopedia Treccani:
"(...) Il suo primo libro risale al 1887: A Study in Scarlet, di carattere poliziesco che precorre Sherlock Holmes. Scrisse quindi su vari soggetti anche storici e raccolse una serie di aneddoti su Napoleone: The Exploits of Brigadier Gerard (1896). Ma la grande popolarità l'acquistò solo con la pubblicazione delle celebri Adventures of Sherlock Holmes, che uscirono per la prima volta a puntate sullo Strand Magazine (1891). (...) Negli ultimi anni si dedicò esclusivamente alla diffusione delle sue idee e teorie spiritiste."

Nella breve voce enciclopedica ci sono due errori giganteschi. Uno studio in rosso non precorre Sherlock Holmes perché
è il primo romanzo che ha come protagonista l'investigatore londinese. Inoltre Conan Doyle, morto nel 1930, ha scritto gli ultimi racconti di Sherlock Holmes fra il 1921 e il 1927 (altro che "Negli ultimi anni si dedicò esclusivamente alla diffusione delle sue idee e teorie spiritiste").
Ho l'impressione che l'autore della voce enciclopedica non si sia premurato di informarsi su cosa parlava perché non valeva la pena di perdere troppo tempo: in fondo Conan Doyle era l'autore di romanzi e racconti di genere giallo, di letteratura di consumo.

Mi sono sempre chiesto perché un sacco di dottorini e critici classificavano (e classificano tuttora) la letteratura (e il fumetto) di genere come letteratura di consumo. La risposta è semplice: non la leggevano (e non la leggono)!

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