lunedì 7 maggio 2012

La splash page di Mytico! n. 3: Nel labirinto del terrore


Il terzo numero della serie Mytico! allegata al Corriere della Sera è scritto da Matteo Casali, disegnato da Maurizio Rosenzweig e colorato da Moreno Dinisio. La struttura della storia è simile a quella del numero precedente realizzato da Diego Cajelli e Ivan Fiorelli (qua c'è la mia recensione): un gruppo di guerrieri achei si riunisce attorno al
fuoco dopo avere combattuto tutto il giorno ai piedi delle mura di Troia e uno di loro intrattiene i commilitoni raccontando loro una leggenda, che in questo caso è l'uccisione del Minotauro da parte di Teseo.

Il fumetto si apre con una prolessi (o flashforward) raccontata in una splash page. Teseo è in ginocchio e ha perso la spada mentre alle sue spalle un Minotauro possente e infuriato sta per colpirlo con un pugno. L'ateniese non è domo - sul suo volto non c'è segno di resa - ma non ha nemmeno il controllo delle sorti del duello. Nelle due pagine successive c'è un cambiamento drastico: gli autori mostrano i soldati achei attorno al falò che si accingono a raccontare il mito di Teseo. A pagina 4 la narrazione del mito entra nel vivo: Teseo si trova a Creta assieme ad altri giovani ateniesi che nei giorni successivi saranno sacrificati al Minotauro. Casali dà ampio spazio a quella parte della leggenda che si svolge dopo che Teseo è sbarcato a Creta, raccontandola in modo lineare senza fare più ricorso al flashforward. Tutto quello che è avvenuto in precedenza (la nascita del Minotauro, la costruzione del labirinto da parte di Dedalo, i sacrifici umani avvenuti negli anni precedenti) è confinato invece a un dialogo fra Teseo e Arianna.


La scelta di mostrare il combattimento fra l'eroe e il mostro in una prolessi a pagina 1 ricorda una soluzione registica abbastanza simile che facevano gli sceneggiatori dei fumetti Marvel negli anni '60. Spesso i fumetti della Marvel si aprivano con un'immagine del supereroe in una situazione critica o particolare che fungeva da punto di partenza della trama.
Tuttavia Casali si è discostato dal modello marvelliano perché non ha piazzato titolo e colophon nella splash page iniziale e ha utilizzato la tavola per mostrare un flashforward anziché l'inizio di una storia sviluppata in maniera lineare. I nomi degli autori e il titolo del fumetto sono stati collocati infatti nell'ultima vignetta di pagina tre, al termine della sequenza dedicata ai guerrieri achei riuniti attorno al fuoco. Un'apertura di questo tipo, con i titoli di testa che compaiono dopo una breve premessa, ricorda più un telefilm moderno che un fumetto Marvel classico.
Si può dire che le due derivazioni - spash page dai fumetti Marvel classici e titoli di testa dopo una breve premessa iniziale dai telefilm moderni - sono state mescolate da Casali nelle prime tre pagine di Nel labirinto del terrore.

Che la splash page iniziale sia anche parte di una sequenza più grande di tre tavole che conduce ai titoli di testa lo si capisce dal legame fra l'ultima didascalia di pagina 1 e la prima nuvoletta di pagina 2.
Le didascalie di pagina 1 contengono dei pensieri in soggettiva di Teseo. L'eroe pensa: "(...) le mie labbra iniziano a pronunciare quel nome..." Se a pagina 2 proseguisse lo scontro con il Minotauro, Teseo direbbe "Arianna". Invece Casali cambia ambientazione... ma non il nome che il lettore si aspetta che venga pronunciato da Teseo. Nella prima vignetta di pagina 2 è Leandros, un guerriero acheo, che guarda le stelle e dice "Arianna", riferendosi alla costellazione che ha preso il nome da quello della donna che aiutò Teseo.
Dovendo raccontare il Mito di Teseo e Arianna, Casali ha unito due tavole profondamente diverse con un filo rosso, un idiomatico filo di Arianna. Il filo di Arianna acquista quindi una duplice valenza: il puro mito (la storia di Arianna che dà un filo a Teseo) e il modo in cui lo sceneggiatore ha raccontato il mito (unendo con un filo tavole molto diverse fra loro).

1 commento:

  1. Ho modificato l'articolo perché il riferimento ai fumetti Marvel classici non mi sembrava corretto.

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